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L'Angel Investing in Italia sfiora il miliardo di euro: i dati della Survey IBAN 2026

  • Immagine del redattore: Iuliana Lupascu
    Iuliana Lupascu
  • 29 mag
  • Tempo di lettura: 2 min

Il mercato dell'informal venture capital in Italia ha completato la sua transizione da fenomeno di nicchia a pilastro strutturale per l'innovazione. A confermarlo sono i dati dell'ultima Survey IBAN, realizzata in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale e SDA Bocconi, che fotografano un ecosistema maturo e sempre più vicino a un traguardo storico: la massa totale investita con il coinvolgimento dei business angel italiani ha infatti sfiorato il muro del miliardo di euro (attestandosi a 994 milioni).

L'indagine delinea tre dinamiche di mercato molto chiare, che ridisegnano l'identikit dell'investitore privato nel nostro Paese.




1. Il ruolo centrale del co-investimento (Syndication)


I Business Angel italiani operano sempre meno in isolamento e sempre più in logica di sistema. La vera spinta propulsiva del mercato arriva infatti dalle operazioni in syndication, ovvero i deal condotti in co-investimento con i fondi di Venture Capital istituzionali. Questa massa finanziaria aggregata ha raggiunto i 920 milioni di euro, registrando una crescita netta del +22,3% rispetto all'anno precedente. Gli investimenti effettuati in totale autonomia dai singoli Angel si sono invece attestati a circa 74 milioni di euro.


2. Round più grandi e shift strategico verso la fase "Startup"


La maturazione del mercato si riflette anche sull'innalzamento del valore medio dei singoli deal e su una diversa percezione del rischio:

  • Ticket più alti: Oltre la metà delle operazioni si concentra in classi di investimento superiori ai 500 mila euro. Nello specifico, il 39% dei deal è compreso tra 500k e 2 milioni di euro, mentre i round superiori ai 2 milioni raggiungono il 16%.

  • Meno Seed, più Growth: Nel corso dell'anno si è registrato un netto cambio di rotta rispetto allo stadio di sviluppo delle aziende target. I business angel hanno privilegiato le società in fase di startup avanzata (58%) rispetto alla primissima fase di seed (42%), alla ricerca di un migliore equilibrio tra rischio e tempi di rendimento del capitale.


3. Allocazione patrimoniale e fiducia a lungo termine


Nonostante la complessità dello scenario macroeconomico, la propensione all'investimento nel medio-lungo termine rimane solida. Interpellati sulle strategie future di allocazione del proprio patrimonio personale, la community degli Angel esprime forte fiducia: l'85% degli intervistati dichiara infatti l'intenzione di mantenere costante (50%) o addirittura aumentare (35%) la quota di capitale dedicata alle startup nei prossimi anni.


La nostra strategia d'investimento


I dati evidenziano una realtà chiara: per scalare e strutturare round di crescita significativi, le startup hanno bisogno di un approccio sinergico, dove il capitale privato dei Business Angel incontra la solidità dei veicoli istituzionali. La via maestra è, e sarà sempre di più, la syndication.

Il nostro approccio si inserisce esattamente in questa dinamica. Operiamo come partner sul mercato, collaborando regolarmente con network di investitori e selezionando le migliori startup ad alto potenziale tecnologico per guidarle verso le successive fasi di scale-up.


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