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Startup Innovative: Addio alla detrazione del 30%. Cosa cambia per gli investitori nel 2026?

  • Immagine del redattore: Iuliana Lupascu
    Iuliana Lupascu
  • 25 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

Il panorama degli incentivi fiscali per l’innovazione in Italia ha appena subito un importante scossone. Se avevate pianificato investimenti in startup o PMI innovative contando sui "classici" benefici fiscali, è il momento di fermarsi un secondo e ricalibrare la bussola.

Con la Legge di Bilancio 2026, il quadro agevolativo è cambiato profondamente a causa della scadenza dei termini di autorizzazione della Commissione Europea. Vediamo insieme cosa resta sul tavolo e quali sono le nuove regole del gioco.




Il tramonto della detrazione "Ordinaria" (30%)


La notizia principale è la cessazione della detrazione IRPEF (e deduzione IRES) del 30% prevista dall'art. 29 del D.L. 179/2012.

Dal 1° gennaio 2026, questo incentivo, che era il pilastro degli investimenti in startup e PMI innovative, non è più fruibile per i nuovi conferimenti. Al momento non sono state notificate proroghe ufficiali, rendendo l'agevolazione inapplicabile per le operazioni correnti.


Detrazione al 65% in regime "de minimis": l'unica via rimasta


L'unico strumento attualmente superstite è la detrazione rafforzata al 65% (Art. 29-bis), che però opera in regime de minimis e porta con sé vincoli molto precisi:

  • Solo per le Startup: Il beneficio è riservato esclusivamente alle startup innovative; le PMI innovative sono ufficialmente escluse da questo regime.

  • Limiti di investimento: Il tetto massimo agevolabile è di 100.000 euro per periodo d'imposta.

  • Holding period: L'investimento deve essere mantenuto per almeno tre anni.

  • Tempistiche della Startup: La startup non deve essere iscritta alla sezione speciale del Registro delle Imprese da più di tre anni.

  • Governance e Fatturato: L'agevolazione decade se l'investimento supera il 25% del capitale o se l'investitore è anche un fornitore di servizi per un valore superiore al 25% dell'investimento stesso.


Club Deal e Investimenti Indiretti: attenzione ai rischi


A differenza del passato, la normativa attuale non riconosce il beneficio fiscale per gli investimenti realizzati indirettamente tramite altre società o veicoli.

Questo rappresenta una sfida per le operazioni strutturate come i Club Deal. Per non perdere il diritto alla detrazione, è necessario valutare strumenti alternativi, come il mandato fiduciario, per preservare il carattere "diretto" dell'investimento ai fini fiscali.


Cosa fare ora?

La prudenza è d'obbligo. Se state pianificando un aumento di capitale o un nuovo round di investimento, è fondamentale verificare preventivamente la disponibilità del plafond "de minimis" dell'impresa (pari a 300.000 euro nel triennio) tramite la piattaforma ministeriale MIMIT. L'incentivo, infatti, non è automatico ma deve essere "concesso" dall'impresa previa verifica.


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