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Non esiste un solo pitch: i 4 tipi che ogni founder deve conoscere

  • Immagine del redattore: Iuliana Lupascu
    Iuliana Lupascu
  • 13 minuti fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Hai 30 secondi. Sei in ascensore con un investitore che potrebbe cambiare le sorti della tua startup. Lui ti guarda e chiede: "Allora, di cosa ti occupi?"

La maggior parte dei founder, in quel momento, commette lo stesso errore: butta fuori tutto quello che sa. Il prodotto, la tecnologia, il team, i sogni nel cassetto. Poi l'ascensore arriva, l'investitore scende e non lo rivedrai mai più.

Il problema non è che non sai raccontare la tua idea. Il problema è che non esiste un solo modo di raccontarla. Quello che funziona con un investitore è diverso da quello che colpisce un cliente. E quello che entusiasma un partner rischia di annoiare chi deve solo comprare.

Vediamo i quattro tipi di pitch che ogni startup dovrebbe avere pronti. E, cosa più importante, quando usarli.




1. Investor Pitch: chi ti ascolta vuole capire se ci guadagna

L'investitore sta facendo un'operazione matematica: valuta se la tua startup può generare un ritorno economico significativo.

Devi dimostrare che il mercato è grande (TAM, SAM, SOM) e che il modello di business funziona. Poi la trazione. Hai già clienti? Quanto fatturi? I numeri veri, quelli che dimostrano che non sei solo un'idea. E poi il vantaggio competitivo: perché non ti copieranno domani mattina? Il team: perché siete proprio voi le persone giuste?

E infine, la domanda che tutti si fanno ma nessuno dice: quanto cerchi, come lo spenderai, e quando e come mi renderai i soldi?


Consiglio: Se hai già clienti o revenue, quella slide va subito dopo il titolo. Il resto può aspettare. E tieni a mente: la presentazione non serve a farti finanziare subito. Serve a ottenere un secondo incontro.


2. Sales Pitch: parli con chi compra

Qui cambia tutto. Il tuo interlocutore non è un investitore. È un cliente. Non vuole sapere quanto vale la tua azienda. Vuole sapere: "Questo problema me lo risolve davvero?"

Ha un dolore, un'attività che non funziona, una perdita di tempo o di soldi. Tu devi diventare la sua soluzione.

  • Parla di lui. Non di te. Non "noi abbiamo sviluppato", ma "tu ogni giorno perdi tempo perché...".

  • Fai vedere. Una demo vale mille slide. Fagli toccare con mano.

  • Quantifica. Quanto gli fa risparmiare? Quanto gli fa guadagnare? In quanto tempo?

  • Rassicura. È facile da usare? Si integra con quello che ha già? Lo accompagni tu?

E poi, le prove sociali. I casi di successo, i clienti già acquisiti, le testimonianze. Le persone si fidano più di chi ha già comprato che di chi sta vendendo.


Consiglio: Porta sempre un caso d'uso concreto. "Abbiamo fatto questo con un'azienda come la tua e il risultato è stato..." funziona sempre. E prepara versioni diverse del pitch per segmenti di pubblico diversi: quello che interessa a una grande azienda non è quello che interessa a un piccolo imprenditore.


3. Pitch per partner strategici: cerchi alleanze

Un partner non è un cliente. Non ti compra, si allea con te. La domanda che gli ronza in testa è un'altra: "Cosa possiamo ottenere INSIEME che da soli non riusciamo a raggiungere?"

Può essere un'azienda che opera nello stesso settore, un fornitore con cui integrarti, una realtà più grande che cerca innovazione. Per loro, non stai vendendo un prodotto: stai proponendo un viaggio in due.

E qui cambia tutto. Non devi convincerli che sei bravo. Devi convincerli che insieme siete più forti.


Consiglio: L'obiettivo non è vendere qualcosa, ma co-progettare. Fai capire che vedi un'opportunità per entrambi e che vuoi esplorarla insieme: i partner vogliono sentirsi parte di qualcosa, ma vogliono anche vedere che hai studiato il loro business. Se parli solo di te, non sei un partner: sei un fornitore travestito.


4. Elevator Pitch: hai 30 secondi e devi farti ricordare

È il tuo biglietto da visita: Serve per una corsa in ascensore, per l'inizio di un intervento a una conferenza, per quando incontri qualcuno e devi lasciare il segno in fretta.

Deve contenere chi sei, cosa fai, quale problema risolvi, perché sei diverso e cosa stai cercando.

Una formula semplice: "Aiutiamo [TARGET] a risolvere [PROBLEMA] grazie a [SOLUZIONE]. A differenza di [COMPETITOR], noi siamo [DIFFERENZIALE]."


Consiglio: Non imparare a memoria. Impara la struttura, poi racconta come fosse la prima volta. Se sembri troppo preparato, sembri falso. E ricorda: l'obiettivo non è chiudere un affare, è aprire una porta. Se nei 30 secondi successivi l'altra persona ti fa una domanda, hai vinto.


Hai un pitch da migliorare? Noi ti ascoltiamo

Preparare un pitch efficace è un'arte. A volte un occhio esterno può fare la differenza tra una presentazione dimenticabile e una che apre porte.

Se vuoi un feedback sul tuo pitch deck o una chiacchierata per prepararti a un incontro importante, contattaci senza impegno. Ti ascoltiamo e ti diamo qualche consiglio.

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