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Work for Equity per Startup: come funziona il regime fiscale

  • Immagine del redattore: Iuliana Lupascu
    Iuliana Lupascu
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Se stai costruendo una startup innovativa con budget limitato, attrarre talenti di alto livello è la sfida più difficile. Il regime di Work for Equity e Stock Option previsto dalla normativa italiana consente di remunerare collaboratori, dipendenti e consulenti con partecipazioni societarie, senza che paghino IRPEF o contributi INPS al momento dell'assegnazione.



Due persone che si stringono la mano per un accordo di work for equity startup innovativa

Cos'è il Work for Equity (e come si distingue dalle Stock Option)


Il Work for Equity (WFE) consente alle startup e PMI innovative di remunerare con partecipazioni societarie (azioni, quote o strumenti finanziari partecipativi) soggetti che prestano servizi professionali o consulenze esterne, senza essere dipendenti. Il meccanismo è disciplinato dall'art. 27 del D.L. 179/2012 (Decreto Crescita 2.0).

Le Stock Option agevolate si rivolgono invece a dipendenti, collaboratori continuativi e amministratori con rapporto diretto con la startup. Entrambi gli strumenti condividono lo stesso vantaggio: l'assegnazione non genera reddito imponibile.


Il vantaggio fiscale: zero tasse all'assegnazione


Quando una startup innovativa assegna quote o azioni, nessun reddito viene tassato al momento dell'assegnazione: zero IRPEF, zero contributi INPS. La tassazione scatta solo all'exit: la plusvalenza realizzata viene tassata come reddito da capitale (aliquota fissa al 26%), non come reddito da lavoro (che sconta aliquote IRPEF fino al 43% più contributi previdenziali).

Questo differimento è vantaggioso su entrambi i fronti: il collaboratore non paga tasse su valore non ancora monetizzato, e la startup non deve gestire trattenute o versamenti contributivi all'atto dell'assegnazione.


Chi può beneficiarne: dipendenti, collaboratori e fornitori


La normativa distingue due categorie principali di beneficiari:

  • Dipendenti, collaboratori continuativi e amministratori: beneficiano delle Stock Option agevolate. Requisito essenziale: il rapporto di lavoro deve essere diretto con la startup (non con una controllata). L'Agenzia delle Entrate, con Principio di diritto n. 4/2019, ha chiarito che il dipendente di una società controllata dalla PMI innovativa non accede all'esenzione.

  • Consulenti, professionisti e fornitori di servizi: accedono al Work for Equity, purché la remunerazione avvenga esclusivamente tramite partecipazioni. La startup può pagare in equity il commercialista, l'avvocato, il designer o lo sviluppatore software ingaggiato in project.


I requisiti che la startup deve possedere


La startup deve essere iscritta nella sezione speciale del Registro delle Imprese come startup innovativa ai sensi del D.L. 179/2012. I requisiti principali: costituzione da non più di 5 anni, sede o stabilimento produttivo in Italia, fatturato annuo non superiore a 5 milioni di euro, assenza di distribuzione di utili, oggetto sociale prevalente in prodotti o servizi ad alto valore tecnologico. Il regime si applica anche alle PMI innovative iscritte nell'apposita sezione speciale.


Come strutturare un accordo: gli elementi chiave


Un piano WFE o Stock Option Plan efficace deve includere:

  • Valutazione delle partecipazioni: le quote vanno valorizzate in modo congruo rispetto all'ultimo bilancio approvato o a una perizia indipendente. Questo valore definisce la futura plusvalenza tassabile all'exit.

  • Vesting schedule: piano di maturazione progressiva dell'equity, tipicamente 4 anni con cliff di 12 mesi. Il collaboratore guadagna le proprie quote mese per mese dopo il cliff period.

  • Good leaver / Bad leaver: clausole che disciplinano la gestione delle quote in caso di uscita volontaria o per giusta causa. Proteggono la startup da scenari sfavorevoli nella cap table.


Un esempio pratico con i numeri


Una startup vuole ingaggiare un senior developer per un progetto del valore stimato in €12.000.

Con il pagamento in cash: la startup impegna liquidità immediata; il developer dichiara il reddito con aliquota IRPEF ordinaria (potenzialmente oltre il 35%). Netto per il collaboratore: significativamente inferiore al lordo.

Con il Work for Equity: la startup assegna quote equivalenti a €12.000. Zero tasse all'assegnazione. Solo all'exit, se le quote valgono €50.000, la plusvalenza di €38.000 viene tassata al 26%. La startup conserva la liquidità, il collaboratore partecipa all'upside.


Come SGB Innovation può supportarti


Strutturare un piano di Work for Equity o Stock Option richiede attenzione su tre fronti: fiscale, legale e strategico. Un piano equity mal impostato oggi può creare frizioni serie in fase di due diligence con gli investitori o durante un round di finanziamento. In SGB Innovation affianchiamo le startup nella costruzione di piani equity sostenibili e legalmente solidi, dalla redazione degli accordi fino alla strategia complessiva di cap table.



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